Priapella intermedia.

presenta un corpo allungato, compresso ai fianchi, a profilo vagamente romboidale. Il dorso è incurvato, così come il ventre, piuttosto pronunciato. La pinna dorsale è allungata e arrotondata, la coda è ampia e a delta. Il maschio è provvisto di un lungo gonopodio.
La livrea è tendenzialmente grigio fumo trasparente, con scaglie orlate di scuro, sfumature gialle e riflessi azzurrini. Lungo i fianchi corre una tenue linea orizzontale bluastra. Le pinne sono giallo-trasparenti orlate di chiaro.

Comportamento

Endemica del Messico, la Priapella intermedia è un Poecilidae pacifico che popola le acque chiare e veloci di diversi corsi d'acqua. Predilige occupare le zone più densamente piantumate, dove può trovare facilmente rifugio da eventuali predatori.
Convive molto tranquillamente con altri pesci non aggressivi.
E' un pesce gregario, abituato a vivere in piccoli gruppi all'interno dei quali solitamente si instaura una ben determinata scala gerarchica tra i maschi. Il maschio è un corteggiatore instancabile e, per questa ragione è sempre meglio inserire le femmine in numero maggiore rispetto ai maschi, due o anche tre femmine per ciascun maschio è la soluzione ideale.


Allevamento

E' un Poecilide relativamente facile da allevare.
Le dimensioni della vasca devono essere minimo di 80 cm di larghezza per una decina di coppie, ma essendo molto prolifici conviene inserirli in una vasca più grande con un maschio ogni 2\3 femmine, come precedentemente detto si adattano alle vasche di comunità con pesci di dimensioni simili come Corydoras, Ancistrus ed altri Poeciliidi. E' meglio evitare vasche che all’interno abbiano dei pesci più grandi e voraci e soprattutto dei Betta, dei Barbus e degli Scalari, questi vedendo la coda drappeggiata come i loro simili ed essendo molto territoriali, sono propensi a morsicarla pensando di essere in presenza di eventuali rivali. Mentre le femmine sono alquanto pacifiche, i maschi sono invece molto territoriali per questo motivo è meglio aumentare gli ospiti di sesso femminile, in modo da ridurre e distribuire meglio la loro aggressività. Se si vuole avere un vero e proprio allevamento è consigliata una vasca con solo esemplari della stessa specie. Questo pesce vive in banchi spesso numerosi con prevalenza di maschi giovani e pochi adulti.
Per quanto riguarda l’allestimento della vasca, sono pesci che non hanno molte pretese, si parte da un substrato di colore scuro formato da torba e humus, tronchi di legno adagiati sul fondo, piante a crescita veloce lungo i lati della vasca, utili da rifugio per eventuali avannotti, in più, assimilando i nutrienti presenti nell’acqua aiuteranno a tenere entro i limiti i valori presenti nell’acquario, una forte illuminazione e tanto spazio libero per il nuoto. Adorano la corrente forte e soprattutto nuotare controcorrente quindi, un potente filtro o delle pompe di movimento possono essere d'aiuto. E' un pesce che poco tollera gli sbalzi nella chimica e nella temperatura dell'acqua. I cambi andranno fatti molto gradatamente onde evitare troppa differenza di temperatura.

Riproduzione

Esistono rilevanti differenze tra esemplari maschili e femminili.
i maschi sono provvisti di gonopodio (organo copulatore riproduttivo ottenuto dall’unione e trasformazione di alcuni raggi della pinna anale) e mostrano pinne più sviluppate; le femmine in forma adulta sono decisamente più grandi rispetto ai maschi, ma mostrano colori più smorti.
Specie Ovovivipara, non formano coppie fisse ma si riproducono senza una regola fissa e in momenti di aggregazione del branco, la temperatura ottimale per garantire la riproduzione si aggira intorno ai 24°, le femmine producono le uova e le trattengono al loro interno sino a quando il maschio non inserisce il Gonocopio all’interno dell’ orefizio anale della femmina per fecondarle, la femmina trattiene al suo interno i piccoli fino a quando non si sarà assorbito completamente il sacco vitellino, il parto può durare da un ora ad un giorno intero, partoriscono avannotti già autonomi e sviluppati dei quali si disinteresseranno subito dopo la nascita, poiché appena avvenuto il parto la femmina è pronta per una nuova gravidanza.Il corteggiamento è lungo ed estenuante, comincia quando i maschi cominciano un lungo inseguimento ne quale fanno parate al cospetto delle femmine prescelte, mostrano i loro colori, inarcano la schiena verso l’alto, fremendo e dispiegando le pinne dorsali e caudali mantenendo la posizione spostandosi lateralmente. Se la femmina non gradirà tali parate il maschio, depresso e frustrato, cercherà comunque di inseguirla e fecondarla a tradimento, tattica che 99 volte su 100 fallisce miseramente. Se invece rimane estasiata da tali prestazioni permetterà al maschio di nuotare in modo sincronizzato e per un certo periodo di tempo sopra di lei, poi le si porrà al fianco e in una frazione di secondo avverrà la fecondazione. Come precedentemente detto meglio aumentare il numero di femmine per evitare lotte tra contendenti di sesso maschile e territorialità con molestie altamente vigorose tra il sesso femminile. La riproduzione avviene circa ogni 23-24 giorni e ogni femmina può partorire dai 5 ai 25 avannotti, il numero varia a seconda dell’età e delle dimensioni della femmina. La durata della gestazione è fortemente influenzata da vari fattori, soprattutto dalla temperatura, la sua durata comunque può andare da un minimo di 23 ad un massimo di 35 giorni. I piccoli dati alla luce ad ogni parto sono in numero assai variabile, in relazione all'alimentazione seguita dalla madre ed alla sua anzianità. In genere il numero dei nascituri varia tra 20 e 50. Gli avannotti sono da subito autosufficienti e con livrea già simile a quella degli adulti. Necessitano di presenza costante di alghe e microfauna, ai quali possiamo da subito aggiungere appositi mangimi secchi per avannotti finemente sbriciolati. I riproduttori vanno immediatamente separati dai piccoli, altrimenti non esiteranno a nutrirsene. Se l’acquario è davvero molto piantumato e ricco di nascondigli si può tentare di accrescere i piccoli in presenza dei genitori, tenete comunque in considerazione che in tal caso solo una piccola percentuale di essi riuscirà a farcela.


Alimentazione

La Priapella intermedia è un pesce insettivoro. In natura si ciba preferibilmente di larve di Zanzara, piccoli insetti che si posano sul pelo dell'acqua, Zoobenthos e detriti dal fondo. In acquario si adatta ad un vasto range di alimenti: dal mangime secco in scaglie al granulare, dal cibo vivo al congelato ed al cibo essiccato.
L'integrazione di verdure tipo spinaci od insalata, contribuiscono al benessere di questi pesci . Va nutrito almento un paio di volte al giorno (anche 3/4 volte) con quantitativi esigui.
Non bisogna mai sovralimentarli. In caso, è possibile far osservale loro un giorno di digiuno settimanale.


Anche se molti acquariofili non lo considerano un pesce attrattivo, questo pesce ha delle splendide colorazioni metalliche sul contorno occhi e sulle branchie, se osservato con poca luce.
pH:

7.0 - 8.0

Durezza Totale:

9° - 19°dGH

Temperatura:

25°C - 28°C


 Dimensioni massime del pesce femmina: 7cm
 Dimensioni massime del pesce maschio: 5cm

Nessuno.

Centro America,
Messico, nelle acque limpide del Rio Coatzacoalcos.

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