Tetragonopterus argenteus.

Potato Tetra

Presenta un corpo di forma romboidale, compresso lateralmente, con la massima altezza all'origine della pinna dorsale. Regione prepelvica appiattita trasversalmente con chiglie laterali distinte, allineate longitudinalmente. Profilo ventrale del corpo convesso dal labbro inferiore all'origine della pinna anale; dritto o leggermente convesso lungo la base della pinna anale. Peduncolo caudale con profili dorsale e ventrale leggermente concavato.
Testa di medie dimensioni con la bocca posta in posizione terminale e rivolta verso l'alto. Premascella con due file di denti molto robusti.
Pinna dorsale di forma trapezoidale, con il primo raggio notevolmente più lungo rispetto ai successivi; pinna anale con i primi raggi allungati, che si estende dalla verticale del termine della pinna dorsale sino al peduncolo caudale; pinna caudale biforcata con 17 raggi principali. La livrea è di colore che varia dal verde al giallo bronzeo; la parte dorsale della testa e del corpo è pigmentata di color scuro; la porzione dorsolaterale del corpo con alcuni minuti cromofori lungo il margine distale delle squame. Squame della porzione ventrolaterale del corpo non pigmentate. Ossa opercolari e infraorbitali argentate maculate con alcuni cromofori più grandi. Due evidenti segni omerali verticali scuri separati da una o due file verticali di squame. Segno omerale anteriore che si estende su cinque file di squame orizzontali sopra la linea laterale e due file di squame orizzontali sotto la linea laterale. Segno omerale posteriore che si estende su cinque o sei file di squame orizzontali sopra la linea laterale. Peduncolo caudale con segno ellissoidale arrotondato o orientato verticalmente. Striscia argentata medio laterale larga, che si estende dal sopracitema al margine anteriore del segno scuro sul peduncolo caudale. Pinne anali, pelviche e dorsali per lo più trasparenti, con cromofori concentrati a porzioni distali di raggi. Pinna adiposa maculata di piccoli cromofori scuri.

Comportamento

Questo Caracide popola i corsi d'acqua principali e gli affluenti che attraversano la giungla, con fitta vegetazione marginale ma pochissime piante acquatiche.
Questi biotopi sono generalmente caratterizzati da acqua lenta o moderatamente scorrevole, fitta vegetazione ripariale, spesso sovrastante e substrati ricoperti da rami caduti, radici di alberi e letti di foglie marcescenti.
L'acqua è tipicamente acida, di trascurabili durezza e conduttività carbonatica, macchiata di marrone per la presenza di sostanze umiche rilasciate dalla decomposizione della materia organica.
Sono pesci che vivono in banchi numerosissimi ed hanno un carattere estremamente pacifico.


Allevamento

Il setup ideale per questo vivace caracide è in vasca da almeno 120 litri per poter ospitare 8 - 10 esemplari, con fondo scuro composto prevalentemente da sabbia di fiume, cosparso di rami e radici contorte, lasciando abbastanza spazio libero per il nuoto nella parte centrale. La vegetazione acquatica, in questo setup ha una primaria importanza. Le specie endemiche sono Echinodorus, Bacopa, Ludwigia, Sagittaria, Eleocharis, Eichhornia e Salvinia.
Questo può consentire l'inserimento di almeno 8 esemplari, in modo da ridurre lo stress dei pesci.
Il fondo deve essere cosparso con foglie secche e scarse formazioni rocciose. Il setup deve essere allestito in modo da creare più nascondigli e ripari possibili.
La filtrazione non deve generare una corrente troppo forte. Infine la luce deve essere bassa, possibilmente ridotta mediante l'inserimento di rami e piante galleggianti. Infine si raccomanda la filtrazione moderata in torba, per tenere un'acqua sempre acida dal colorito ambrato.
L'acqua deve risultare molto ben filtrata ed ossigenata, meglio se tramite un filtro esterno pressurizzato con la portata oraria di almeno tre volte la capacità dell'acquario; si consiglia anche di effettuare regolarmente dei cambi parziali preceduti da una scrupolosa sifonatura del fondo per raccogliere i residui più grandi.
È molto sensibile alle fluttuazioni o al deterioramento delle condizioni dell'acqua e non dovrebbe mai essere introdotto in acquari biologicamente immaturi.
I compagni di vasca ideali per questo pesce sono Tetra di dimensioni simili ed altri Ciclidi di medie dimensioni, oltre a pacifici abitanti del fondo come Corydoras e Loricariidi.


Riproduzione

Il dimorfismo sessuale di questo pesce è abbastanza evidente.
I maschi tendono ad essere più snelli e presentano la pinna dorsale leggermente più appuntita.
Sono degli egg-scattering, ovvero rilasciano uova e sperma senza effettuare cure parentali. La riproduzione in cattività è abbastanza facile da ottenere ma, se le condizioni sono favorevoli, è possibile vedere comparire dei piccoli avannotti all'interno della vasca. La soluzione ideale per ottenere una schiusa più efficace è quella di allestire un piccolo acquario delle dimensioni minime di 45 cm x 10 cm x 10 cm.
L’allestimento sarà completato con legni e vegetazione galleggiante (o, in alternativa dei mops), allo scopo di fornire a Tetragonopterus argenteus un substrato dove deporre. In alternativa isolare il fondo della vaschetta con una rete a maglie medie, sufficientemente grandi perché le uova cadano, ma strette abbastanza da non consentire ai genitori di passare.
L’acqua nell’acquario destinata alla riproduzione dovrà in primis essere matura, ovvero provenire dalla vasca principale, e dovrà inoltre essere tenera e acida, con valori pH di compresi tra 5.5-6.0 e valori di GH compresi tra 1 e 5. La temperatura sarà di 26-28°C. Per arrivare a tali condizioni è indispensabile l’impiego di torba. Si consiglia inoltre di posizionare una reticella sul fondo in modo da far passare le uova e di impedire agli adulti di raggiungerle. Inoltre il fondo dovrà essere ricoperto con materiale sottile in modo da imbrigliare le uova; molto utilizzato è il Taxiphyllum o la fibra di cocco. Un filtro ad aria si dimostra la scelta ideale per la sua corrente leggera, garantendo la sopravvivenza degli avannotti.
Tra le varie opzioni è possibile sia utilizzare un piccolo gruppo di adulti (in rapporto uguale maschi-femmine), sia scegliere una coppia, formata da una femmina con il ventre ben arrotondato ed un maschio vivacemente colorato, entrambi in buona salute. Una volta scelti i riproduttori, sarà necessario non alimentarli sino alla deposizione, per non alterare la chimica dell'acqua.
In ambo i casi la deposizione dovrebbe avvenire nel giro di 24-48 ore dall’inizio del corteggiamento.
La deposizione avverrà generalmente di sera, dopo di che, la femmina emetterà le uova, che verranno fecondate, mentre cadono sul fondo. Gli atti riproduttivi si ripeteranno fino alla deposizione di 1500-2000 uova. Una volta avvenuta la deposizione e la fecondazione, gli adulti vanno spostati nell’acquario di allevamento. Gli avannotti, dopo la schiusa, arrivano al nuoto libero nel giro di 5 giorni, a questo punto vanno alimentati con infusori o altri alimenti microscopici, fino a quando non saranno grandi abbastanza da accettare naupli di artemia appena schiusi o altro cibo. In caso di emergenza è possibile utilizzare come ripiego mangime finemente sbriciolato o surgelato tritato.
Durante i primi periodi dopo la schiusa le uova e gli avannotti si sono rivelati sensibili alla luce, per cui è consigliabile tenere la vasca in un luogo almeno debolmente illuminato.


Alimentazione

Micropredatore, si nutre prevalentemente di piccoli invertebrati, crostacei, alghe filamentose, frutti caduti e qualsiasi cosa sia abbastanza piccolo da poter essere ingoiato; in acquario è frugale ed onnivoro, preferisce Artemia salina o meglio Chironomus, per mantenere vivi gli splendidi colori della sua livrea, ma accetta anche mangime liofilizzato o mangime secco, in scaglie o in microgranuli.
Si consiglia di mantenere una dieta varia per integrare sostanze nutrienti indispensabili.


pH:

5.8 - 8.5

Durezza Totale:

1° - 30°dGH

Temperatura:

22°C - 27°C


 Dimensioni massime del pesce: 115mm

Salmo saua.

Sud America,
Originario del bacino Amazzonico, nella parte superiore di Essequibo, Orinoco, Parnaíba, Jaguaribe, Paraguay e nella parte inferiore del bacino del fiume Paraná.
A causa dei numerosi affluenti di questi fiumi, non è possibile definire una località tipo per questo pesce.

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