Hyphessobrycon pulchripinni.

Lemon Tetra

Presenta un corpo di forma romboidale, un poco allungato e molto compresso lateralmente; la testa, grande ed appuntita, è appena distinta dal resto del corpo; gli occhi sono grandi e posti in posizione avanzata; davanti agli occhi vi sono 2 piccole narici tubolari, con funzione olfattiva; la bocca, piccola, è posta in posizione terminale; il peduncolo caudale è ben distinto.
La pinna dorsale, di forma triangolare lunga e stretta, è posta al centro del dorso ed è sostenuta da 9 o 10 raggi molli ramificati, con il primo più corto dei successivi; la pinna dorsale ha l'apice appuntito e termina posteriormente con un lobo che sfiora il dorso, alla fine del quale è presnte una piccola pinna adiposa; la pinna caudale è nettamente divisa in due lobi simmetrici con gli apici arrotondati; la pinna anale, di forma trapezoidale, si estende su tutta la parte posteriore del ventre, è sostenuta da 5 spine rigide, più lunghe, e da 20 / 22 raggi molli, più corti ed a scalare; le pinne ventrali, di forma triangolare, sono piccole e poste in corrispondenza della pinna dorsale; le pinne pettorali, lunghe e sottili, sono in posizione giugulare.
La livrea è di un color giallo-verde, quasi trasparente con la parte superiore dell'iride di color rosso vivo e quella inferiore verde; la pinna dorsale è di color giallo-verde o turchese, con il margine distale di color nero ed il primo raggio di colore nero inferiormente e giallo superiormente; la pinna anale è di color turchese, con il margine distale di color nero ed i primi raggi di color giallo; la pinna adiposa è anch'essa turchese con il margine distale di color nero; i lobi della pinna caudale sono semi-trasparenti con riflessi turchese; le altre pinne sono semi-trasparenti con leggeri riflessi di color giallo.

Comportamento

Il più delle volte popola i corsi d'acqua principali e gli affluenti tranquilli, compresi stagni e piccoli laghi.
Vive dove l’acqua è di colore marrone scuro dato da moltissima materia organica in decomposizione ed il contenuto minerale quasi del tutto assente.
Qui si sposta in branchi molto numerosi dalla gerarchia sciolta, dove i maschi sono in continua lotta tra loro per attirare l'attenzione delle femmine e per stabilire la posizione nel gruppo. Quando trova aree densamente vegetate, vi si insedia per la riproduzione e la ricerca di anellidi e piccoli crostacei. Ha un carattere molto pacifico.


Allevamento

Il setup ideale per questo vivace caracide è in vasca da almeno 100 litri per poter ospitare 8 - 10 esemplari, con fondo scuro composto prevalentemente da sabbia di fiume, cosparso di rami e radici contorte. La vegetazione subacquea deve essere fitta lungo i lati corti della vasca e ben disposta nella zona centrale, lasciando abbastanza spazio libero per il nuoto. Le piante presenti nel suo biotopo naturale sono Echinodorus, Bacopa, Ludwigia, Sagittaria, Eleocharis e Salvinia. Questo può consentire l'inserimento di almeno 12 esemplari, in modo da ridurre lo stress e la tendenza a mordere le pinne agli altri pesci.
Il fondo deve essere cosparso con foglie secche e scarse formazioni rocciose. Il setup deve essere allestito in modo da creare più nascondigli e ripari possibili, in modo da ridurre lo stress e la timidezza del pesce.
La filtrazione non deve generare una corrente troppo forte. Infine la luce deve essere bassa, possibilmente ridotta mediante l'inserimento di rami e piante galleggianti. Infine si raccomanda la filtrazione in torba, per tenere un'acqua sempre acida dal colorito bruno.
L'acqua deve risultare molto ben filtrata ed ossigenata, meglio se tramite un filtro esterno pressurizzato con la portata oraria di almeno tre volte la capacità dell'acquario; si consiglia anche di effettuare regolarmente dei cambi parziali preceduti da una scrupolosa sifonatura del fondo per raccogliere i residui più grandi.
I compagni di vasca ideali per questo pesce sono Caracidi di dimensioni simili, Gasteropelecidi, Lebiasinidi, piccoli pesci gatto Callichthyidi o Loricariidi e Ciclidi non predatori, di dimensioni medio-piccole.


Riproduzione

Il dimorfismo sessuale di questo pesce è abbastanza evidente.
I maschi adulti possiedono corpo e pinne dorsale e anale più colorate rispetto alle femmine, queste ultime, invece, hanno un corpo più robusto ed una colorazione meno sgargiante.
Sono degli egg-scattering, ovvero rilasciano uova e sperma senza effettuare cure parentali. La riproduzione in cattività è abbastanza semplice da ottenere ma, se le condizioni sono favorevoli, è possibile vedere comparire dei piccoli avannotti all'interno della vasca. La soluzione ideale per ottenere una schiusa più efficace è quella di allestire un piccolo acquario delle dimensioni minime di 45 cm x 10 cm x 10 cm.
L’allestimento sarà completato con legni e vegetazione galleggiante (o, in alternativa dei mops), allo scopo di fornire a Hyphessobrycon pulchripinni un substrato dove deporre. In alternativa isolare il fondo della vaschetta con una rete a maglie medie, sufficientemente grandi perché le uova cadano, ma strette abbastanza da non consentire ai genitori di passare.
L’acqua nell’acquario destinata alla riproduzione dovrà in primis essere matura, ovvero provenire dalla vasca principale, e dovrà inoltre essere tenera e acida, con valori pH di compresi tra 6.0-6.5 e valori di GH compresi tra 3 e 4. La temperatura sarà di 28°C. Per arrivare a tali condizioni è indispensabile l’impiego di torba. Si consiglia inoltre di posizionare una reticella sul fondo in modo da far passare le uova e di impedire agli adulti di raggiungerle. Inoltre il fondo dovrà essere ricoperto con materiale sottile in modo da imbrigliare le uova; molto utilizzato è il Taxiphyllum o la fibra di cocco. Un filtro ad aria si dimostra la scelta ideale per la sua corrente leggera, garantendo la sopravvivenza degli avannotti.
Tra le vari opzioni è possibile sia utilizzare un piccolo gruppo di adulti (in rapporto uguale maschi-femmine), sia scegliere una coppia, formata da una femmina con il ventre ben arrotondato ed un maschio vivacemente colorato, entrambi in buona salute. Una volta scelti i riproduttori, sarà necessario condizionare gli esemplari per stimolarli alla riproduzione, aumentando la razione e integrando con cibo vivo (dapnhia, artemia). Questo aumento di risorse contemporaneo alla variazione dei valori da inizio ai corteggiamenti.
In ambo i casi la deposizione dovrebbe avvenire nel giro di 24-48 ore dall’inizio del corteggiamento. Una femmina di Hyphessobrycon pulchripinni depone in condizioni normali dalle 400 alle 500 uova. Una volta avvenuta la deposizione e la fecondazione, gli adulti vanno spostati nell’acquario di allevamento. Gli avannotti, dopo la schiusa, arrivano al nuoto libero nel giro di 3-4 giorni, a questo punto vanno alimentati con infusori o altri alimenti microscopici, fino a quando non saranno grandi abbastanza da accettare naupli di artemia appena schiusi o altro cibo. In caso di emergenza è possibile utilizzare come ripiego mangime finemente sbriciolato o surgelato tritato.
Durante i primi periodi dopo la schiusa le uova e gli avannotti si sono rivelati sensibili alla luce, per cui è consigliabile tenere la vasca in un luogo almeno debolmente illuminato.


Alimentazione

In natura si nutre di piccoli invertebrati, crostacei, alghe filamentose, frutti caduti e simili; in acquario è frugale ed onnivoro, preferisce Artemia salina o meglio Chironomus, per mantenere vivi gli splendidi colori della sua livrea, ma accetta anche mangime liofilizzato o mangime secco, in scaglie o in microgranuli.
Si consiglia di mantenere una dieta varia per integrare sostanze nutrienti indispensabili.


La colorazione gialla delle pinne viene solo con cibo adatto, soprattutto cibo vivo.
pH:

5.0 - 7.5

Durezza Totale:

1° - 15°dGH

Temperatura:

20°C - 28°C


 Dimensioni massime del pesce: 35 - 40mm

Nessuno.

Sud America,
Brasile centrale.
La distribuzione di questa specie è alquanto confusa. La località tipo è vaga e la maggior parte dei rapporti sugli avvistamenti, riguarda i bacini di Rio Tapajós nel Brasile centrale, uno dei principali affluenti del bacino del Rio delle Amazzoni inferiore. Si presume quindi che la specie sia endemica di questo bacino ma, da diverse osservazioni sul campo, si può anche trovare nel sistema fluviale del Rio Xingu che confina con i Tapajós ad est.
Tuttavia, la maggior parte dei record riguarda il Tapajós centrale e inferiore nello stato di Pará, tra i comuni di Belterra e Jacareacanga e a valle della confluenza tra i suoi due principali affluenti, il Rios Teles Pires (noto anche come Rio São Manuel) e Juruena. C'è anche un rapporto del rio Kaiapá, un affluente dei Teles Pires situato a diverse centinaia di chilometri a monte dello stato del Mato Grosso. Nel sistema Xingu è stato registrato da un singolo igarapé nel bacino inferiore, vicino al comune di Senador José Porfírio.

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